Presentazione del progetto

     La dispersione scolastica (ESL – Early School Leaving) è un ostacolo alla crescita economica e all'occupazione che frena la produttività e la competitività, e incrementa povertà ed esclusione sociale. I giovani che abbandonano la scuola e la formazione prematuramente presentano mancanze di competenze e qualifiche, e mostrano gravi problemi persistenti sul mercato del lavoro. Nel 2012, circa 5,5 milioni di giovani tra i 18 e i 24 anni non hanno finito l'istruzione secondaria superiore e non sono inseriti né nell’istruzione né nella formazione. In media, il tasso di disoccupazione di questi soggetti che hanno abbandonato è del 40,1%, rispetto alla disoccupazione giovanile globale in Europa che si attesta al 23,2%. Affrontare l'abbandono scolastico è un trampolino di lancio verso il miglioramento delle opportunità dei giovani e per sostenere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. (Commissione Europea, 2013). La lotta contro la dispersione scolastica (ESL) è diventata una delle priorità principali dei paesi dell'UE in particolare nella "strategia Europa 2000". Questo approccio combina la prevenzione e la cura concentrandosi su un obiettivo principale: ogni bambino deve essere in grado di avere tutte le possibilità per costruirsi un futuro e quindi avere successo nella vita. Si tratta della principale preoccupazione per la realizzazione della coesione sociale e di un sistema scolastico equo. Il coinvolgimento di tutti i membri della comunità educativa, in stretta relazione con le autorità locali e gli operatori, dovrebbe consentire di offrire soluzioni alternative a ogni giovane di fronte alle difficoltà esperite a scuola.

Al fine di lottare contro ESL, sono state offerte attività extra-curriculari al di fuori della scuola, soprattutto nelle aree urbane sensibili (periferie, aree caratterizzate da un elevato tasso di disoccupazione, genitori single, alto livello di drop out). Ai bambini ed ai ragazzi vengono proposti diversi tipi di attività che permettono loro di imparare una lingua, la matematica o di qualsiasi altra disciplina attraverso giochi o attività sociali.

L'idea, complementare alla scuola, è quella di dare fiducia in se stessi e speranza ai giovani che si sentono persi e abbandonati dalla scuola. Queste attività combinano diversi profili di "educatori" – gli insegnanti lavoreranno in stretto rapporto con i volontari e con I professionisti. Questo approccio alternativo potrebbe coinvolgere nuovamente i giovani che incontrano difficoltà a scuola per trovare una via per conseguire il successo formative, per esempio testando altri metodi pedagogici con gli adulti (professionisti di associazioni o enti locali) che non dovrebbero valutare il loro lavoro, ma sostenerli nel miglioramento della valutazione che riceveranno a scuola. Questa "strategia di deviazione" è stata potenziata attraverso attività educative offerte  fuori della scuola (attraverso il gioco, lo sport, le attività ...) per colmare il divario tra l'apprendimento informale e non formale (fuori dalla scuola) e l'apprendimento formale (a scuola). Un progetto pionieristico, iniziato a livello europeo - il progetto SAS, 2012-2014- si è focalizzato sul volontariato come una pedagogia alternativa per coinvolgere nuovamente i giovani che potrebbero essere rischio di dispersione.

 

In questo contesto nasce il progetto Schola che mira a progettare:

 

  1. uno strumento ed una metodologia per i professionisti (IO1) – gli insegnanti a scuola e gli educatori dell’extrascuola - al fine di consentire loro di essere in grado di identificare e valutare le capacità e le competenze acquisite e / o da sviluppare da parte dei giovani attraverso il volontariato e, pertanto, per sostenere il loro lavoro tra i giovani in difficoltà a scuola o che hanno già abbandonato. Le competenze chiave per l'apprendimento permanente (UE, 2006), le competenze di base e quelle trasversali saranno identificate e valutate sulla base dell'esperienza acquisita dai giovani che hanno difficoltà a scuola nel volontariato. Queste competenze saranno poi legate alle abilità e alle competenze necessarie a scuola.
  2. un tutoraggio per i professionisti (IO2) dove si combinano contenuti teorici e pratici - la conoscenza sulla dispersione scolastica (ESL) e le strategie offerte per la lotta alla prevenzione; una spiegazione dei ruoli svolti dai diversi educatori; un promemoria dei diversi tipi di apprendimento (formale, non formale, informale), che aiuti il lavoro svolto insieme sul campo dai diversi profili di educatori (insegnanti all'interno della scuola e professionisti esterni alla scuola); un trasferimento dell'esperienza acquisita nel primo anno tra i professionisti.
  3. un ebook finale (IO3) che sarà pubblicato come supporto pedagogico per la strategia Schola da diffondere tra le reti costruite nei 5 paesi e che sia in grado di raccogliere le valutazioni dei partecipanti.